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La destra in Consiglio Regionale ha dato il peggio di sé: prima ha bocciato le mozioni a sostegno della piena applicazione della Legge 194 e della presenza istituzionale al Pride, poi ha presentato una mozione infamante contro l’onorevole Ilaria Salis, infine ha forzato il regolamento interno perché non aveva “numeri” sufficienti in Consiglio.

Per questo, mentre loro nascondevano la testa sotto la sabbia, noi siamo stati costretti ad alzare la voce fino a occupare i banchi della stessa presidenza del Consiglio Regionale.

Non ci siamo mai fatti intimidire, non ci faremo intimidire in futuro!

Fontana e soci devono trattenere l’arroganza e iniziare a fare quel che non hanno mai fatto in tutti questi mesi: occuparsi dei problemi delle lombarde e dei lombardi.

Ora sventolano la bandiera dell’autonomia differenziata. Li aspettiamo: gli ultimi dati di Bankitalia dicono che il 7,5% dei lombardi vive sotto la soglia di povertà.

Quasi un milione di persone oggi in Lombardia non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena, tantomeno a curarsi.

E loro cosa fanno?

Come ha detto la segretaria Schlein: “Ci hanno tenuto tutta la notte in Parlamento pur di approvare l’Autonomia Differenziata e brandire lo scalpo del Sud prima dei ballottaggi. E così Fratelli d’Italia si piega all’antico sogno secessionista della Lega.  Suggerirei che a questo punto cambiassero il nome in Brandelli d’Italia. O Fratelli di mezza Italia, visto che la stanno spaccando in due. Continueremo a batterci contro l’autonomia differenziata e il premierato insieme alle altre opposizioni“.

Quella dell’approvazione della cosiddetta autonomia è davvero una pessima notizia.

Lo è perché spacca il Paese stravolgendo la Costituzione e anche per le conseguenze dirette nei nostri territori.

Fontana ha già detto che chiederà più poteri sulla sanità e sull’ambiente, una cosa da far tremare i polsi.

Vogliono ancora più privatizzazione della sanità alla faccia delle interminabili liste d’attesa e dei pazienti che non possono pagarsi tutte le cure, e vogliono ridurre in cenere il Green Deal perché, come dice la presidente dell’Agenzia regionale per l’ambiente, la negazionista Lucia Lo Palo, la crisi climatica non dipende in alcuno modo dalle attività umane.

È da pazzi pensare di dare più poteri a questa giunta.

Noi siamo pronti alla massima mobilitazione, anche dalla Lombardia. Di certo non finisce qui