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Arriveremo a 100mila firme e le porteremo a Fontana e Bertolaso per dimostrare che i lombardi vogliono cambiare la sanità della nostra regione. In poche settimane abbiamo costruito una grande mobilitazione che ha coinvolto centinaia di iscritti e volontari, con decine di banchetti ogni giorno.

Ma la risposta è stata formidabile, la gente viene al banchetto perché non ne può più di un sistema che obbliga a pagare per avere in tempi utili una visita o un esame diagnostico.

Questo avviene perché la destra che ha governato la Regione per tanti anni ha piegato la sanità agli interessi degli operatori privati, che prosperano sulle debolezze di una sanità pubblica maltrattata e umiliata.

Noi vogliamo cambiare questo sistema, e per questo stiamo raccogliendo decine di migliaia di firme a supporto della nostra legge di iniziativa popolare. Abbiamo appena raggiunto il risultato eclatante di cinquantamila firme vere, certificate, ma entro l’estate arriveremo a quota centomila.

Intanto continuano a raccontarci balle su balle, da Roma a Milano, sulle liste d’attesa. È incredibile che la destra al governo voglia prendere in giro i cittadini sulla loro salute.

Le liste d’attesa sono un problema enorme e lo sappiamo bene in Lombardia, dove una politica ideologica tutta sbilanciata verso il privato ha portato al ricatto quotidiano del o paghi o aspetti per mesi e mesi. Il piano del governo era una farsa elettorale, senza impegni di spesa, e il giorno dopo la chiusura dei seggi hanno il coraggio di rinviarlo all’autunno. Su questo ha ragione Fontana, sulle liste d’attesa il governo e la giunta regionale stanno facendo la stessa cosa, cioè nulla di nulla.

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