Conversazione con Francesco Longo

Proseguiamo le nostre conversazioni con gli addetti ai lavori sul #coronavirus – questa volta con le riflessioni importanti del professor Francesco Longo, docente del Centro Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale dell’Università Bocconi e membro del Consiglio Superiore di Sanità, che spiega in che senso la sanità italiana è sottofinanziata, e quali siano i riflessi sociali delle scelte che si compiono in questo campo.

La settimana a Strasburgo

Abbiamo ancora negli occhi la bellissima vittoria di Beppe Sala, del PD in svariate città, di tutte e tutti noi. Ora si deve insistere sulla strada della buona politica.

Questa settimana siamo tornati a riunirci in plenaria a Strasburgo. Una delle discussioni in aula ha marcato un anno dall’inizio delle proteste in Bielorussia e della loro repressione, compresa la difficile situazione umanitaria che si è creata al confine con la Polonia. Qui il mio intervento:

In questo momento così delicato nella discussione sui comportamenti delle piattaforme social, sono intervenuto in plenaria sul lavoro della nostra Commissione speciale INGE e sulle azioni che ha intrapreso la Commissione europea a proposito di disinformazione, ingerenze straniere nei processi democratici, educazione digitale e libera informazione. Siamo sulla buona strada, ma c’è ancora molto da fare. Qui il mio intervento:

In questi ultimi anni i Fondi Fiduciari europei sono stati spesso spostati dalle politiche di sviluppo a obbiettivi di controllo dell’immigrazione e sostanziale esternalizzazione delle frontiere. Dalla Libia alla Turchia, le gravi conseguenze sui diritti umani sono evidenti. Come Parlamento europeo ora chiediamo di poter esercitare su questi fondi un vero e pieno controllo democratico. Come relatore del gruppo S&D insieme a Elisabetta Gualmini, sono intervenuto martedì in plenaria.

Giovedì la nostra relazione è poi andata al voto, e il parlamento l’ha approvata a larga maggioranza. Riguarda l’attuazione dei quattro fondi fiduciaridell’UE (Beku, Madad, Africa e Colombia) e dello strumento per i rifugiati in Turchia. Nonostante abbiano sostenuto molti progetti importanti ai quali bisognerà dare continuità, diverse azioni del fondo fiduciario per l’Africa hanno infatti sostanzialmente finanziato l’esternalizzazione della gestione delle frontiere europee, dirottando fondi destinati alle politiche di sviluppo e legandosi in alcuni casi ad eclatanti e inaccettabili violazioni dei diritti umani, tra cui il finanziamento della guardia costiera libica. Questo è ancor più grave se si tiene conto che è avvenuto senza un vero coinvolgimento del Parlamento nel processo decisionale e quindi senza un vero controllo democratico su questi fondi. Per questo la relazione chiede con forza non solo di ripristinare un pieno e doveroso controllo democratico, ma anche un monitoraggio indipendente sul rispetto dei diritti umani che porti alla sospensione di tutti i progetti che non li rispettano. Anche sullo strumento per i rifugiati in Turchia la relazione è molto chiara. Riconosciamo l’esigenza di continuare a fornire il supporto necessario ai rifugiati che scappano da situazioni drammatiche, come quella siriana, ma crediamo che questo debba avvenire in un contesto di dignità e di rispetto dei diritti umani di queste persone. È evidente che il governo turco, che spesso ha utilizzato i migranti come strumento di minaccia, è assai poco affidabile in questo senso. Per questo chiediamo che ci sia un monitoraggio più attento e che i fondi siano indirizzati e gestiti esclusivamente dalla società civile.

Infine, si è aperta oggi al Parlamento di Strasburgo la due giorni EYE (Europe Young Talent): centinaia di giovani under 30, invitati da noi parlamentari, impegnati in due giornate di lavoro su temi importanti: democrazia digitale, lotta alle discriminazioni, futuro del lavoro, pari opportunità, Next Generation EU e Recovery Plan, e lotta al cambiamento climatico, in previsione della Cop26 di Glasgow a novembre.

Lo spyware Pegasus interferisce con i diritti umani e le libertà civili

Il mio intervento in plenaria sulle rivelazioni inquietanti emerse dall’inchiesta sul “progetto Pegasus”. La sorveglianza condotta da diversi servizi segreti internazionali controlla decine di migliaia di giornalisti, attivisti dei diritti umani, oppositori politici e persino i vertici di molti governi. E non possiamo certo fidarci della ditta produttrice dello spyware, NSO, che sostiene di esaminare i propri clienti sulla base del loro rispetto per i diritti umani, visto che fra loro ci sono Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, e tanto per restare in Europa, l’Ungheria.

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Lavoriamo con quella società civile russa che si batte per i diritti

Oggi in plenaria a Strasburgo sono intervenuto sulle relazioni tra UE e Russia. Tornando a ribadire che fra le molte difficoltà esiste anche una società civile russa che prova oggi a costruire spazi di alternativa e di democrazia, che promuove la libera informazione, i diritti civili, che lotta contro ogni discriminazione. Questa parte di Russia deve essere il nostro alleato.

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Per i lavoratori delle piattaforme

Oggi da Strasburgo con i miei compagni del gruppo S&D torniamo a chiedere per le lavoratrici e i lavoratori delle piattaforme di consegna salari dignitosi, copertura sanitaria, ferie retribuite e previdenza sociale.

Bandi e opportunità #2

Ecco un nuovo numero della mia newsletter dedicata ai bandi. 
Ci trovate informazioni riguardanti in particolare il settore culturale (e la voglia di fare impresa) e la sostenibilità. 
Mi piace ricordare che, come vedrete, l’Unione europea, attraverso Europa Creativa, mette in campo sul piano del sostegno alla  creatività, al talento, alla bellezza uno sforzo straordinario. 
Si tratta del frutto di battaglie storiche del gruppo politico dei Socialisti e Democratici, di cui faccio parte.

E si tratta di una strada obbligata per “ripartire” nel modo migliore.

Il sapere, la conoscenza, la voglia di liberare le energie delle diverse discipline artistiche devono sempre di più trovare un sostegno vivace e attivo da parte delle istituzioni!

Qui potete sfogliarlo e consultarlo.

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DDL Zan subito, e ci vediamo al Pride

Sabato 26 giugno ci vediamo alle 12 qui:

E qui vi racconto perché sul DDL Zan bisogna smettere di rimandare, e perché ci vediamo nel pomeriggio alla sfilata del Pride.

La settimana a Strasburgo e un invito

Car* tutt*, 

nella settimana appena trascorsa siamo tornati a lavorare nella sede di Strasburgo, dove il Parlamento non si riuniva da prima della pandemia. In plenaria abbiamo discusso e votato su diverse questioni importanti. 

Ho cominciato intervenendo in modo critico sull’ultima riunione del Consiglio europeo. Proprio perché sono un sostenitore totale dell’Europa, non posso non sottolineare i gravi errori che compie. Le occasioni che perde. Come sui vaccini e l’immigrazione. Qui il mio intervento.  

E proprio sui vaccini il Parlamento ha approvato una risoluzione importante in cui, finalmente, si chiede di sostenere la deroga temporanea sui brevetti in sede WTO per migliorare l’accesso globale a vaccini e medicinali connessi al COVID-19. Un segnale chiarissimo dato al mondo. Ora le altre istituzioni europee e gli Stati membri devono agire di conseguenza.

Abbiamo anche discusso della condizione in cui si trovano a lavorare in Russia le organizzazioni della società civile, essenziali al funzionamento democratico di ogni società. Fra queste ci sono tre ONG tedesche, dichiarate “indesiderabili”, che stanno subendo restrizioni arbitrarie. Chiediamo con forza il rilascio di Andrei Pivovarov e che si metta fine ai procedimenti penali oggi aperti contro attivisti e difensori dei diritti umani. Qui il mio intervento. 

Importante il voto del parlamento al Certificato Digitale Covid europeo, che consentirà dal 1° luglio di migliorare la libera circolazione dei cittadini UE per chi è stato vaccinato, per chi ha ottenuto un risultato negativo al tampone o per chi è recentemente guarito. Il Parlamento si è battuto per migliorare la proposta originaria della Commissione e con un duro negoziato siamo arrivati a un equilibrio che tiene insieme il miglioramento della libera circolazione con la doverosa prudenza nella salvaguardia della salute, sulla strada di un graduale ritorno alla normalità. Il Parlamento si è battuto anche perché lo strumento sia davvero disponibile per tutti, cosa possibile solo se vaccini e test sono effettivamente accessibili, e su questo dovremo vigilare in fase di applicazione.

Inoltre, dopo un lungo e faticoso negoziato con il Consiglio, abbiamo finalmente approvato il nuovo strumento finanziario per il vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale (NDICI – Global Europe), che promuove i valori, i principi e gli interessi dell’UE in tutto il mondo, con particolare riguardo agli obiettivi di sviluppo sostenibile, l’Agenda 2030 e l’accordo di Parigi. Avrà una dotazione di 79,5 miliardi di euro da qui al 2027 ed è una grande innovazione perché riconduce in un unico strumento tutti i mille rivoli delle diverse azioni della UE verso l’esterno. Siamo riusciti a ottenere il pieno diritto del Parlamento a vigilare sulla fase di attuazione di questi fondi; a evitare qualsiasi forma di condizionalità (voluta dal Consiglio) che legasse i fondi per lo sviluppo a impegni sul contenimento della migrazione; ad aumentare l’obiettivo per l’azione per il clima; e a obbligare a una valutazione ex-ante per quanto riguarda i diritti umani, l’accesso alle risorse naturali come la terra e gli standard sociali.

E ancora, abbiamo approvato il Fondo sociale europeo, il principale strumento finanziario per promuovere l’occupazione e l’inclusione sociale. Siamo riusciti a introdurvi la Garanzia per l’infanzia, un nuovo strumento della UE per combattere la povertà infantile e spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale, garantendo a tutti i bambini a rischio di povertà, esclusione sociale o altrimenti svantaggiati accesso gratuito o effettivo a servizi essenziali di qualità.

La Commissione occupazione e affari sociali ha presentato poi un’interrogazione orale su autismo e occupazione inclusiva (che potete leggere qui). Qui il mio intervento (che è stato ripreso anche da Per Noi Autistici).

Infine, vi segnalo il mio articolo su Domani su ciò che andrebbe fatto per insistere sulla liberazione di Patrick Zaki; quello su Huffington Post sul riconoscimento delle persone migranti che muoiono in mare, per il quale si batte l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che insieme al Presidente del Consiglio comunale di Milano Lamberto Bertolé è stata anche protagonista della prima delle conversazioni sui diritti sociali, umani e civili che stiamo proponendo sulla mia pagina Facebook; e infine, qui il mio articolo sull’Espresso sull’assenza dei diritti umani nel dialogo fra il governo italiano e quello libico.

Le conversazioni sui Diritti Comuni sono proseguite ieri con Sumaya Abdel Qader a partire dal terribile femminicidio di Saman Abbas, e proseguiranno nelle prossime settimane. 

Infine, vi aspetto il 18 giugno alle 17.30 a Milano insieme al sindaco Beppe Sala, al vicesegretario del PD Peppe Provenzano e a Cristina Tajani, assessora alle politiche del lavoro, per discutere di città a partire proprio dal libro di Cristina “Città prossime” appena uscito in libreria. Fino ad esaurimento dei posti disponibili (seguite le istruzioni per l’RSVP) ci vedremo finalmente di persona al Boccascena Cafè, altrimenti potrete seguire l’evento sulla mia pagina Facebook e su quelle di INnovareXINcludere e Casa Comune. 

Un caro saluto,

Pierfrancesco Majorino