La settimana a Strasburgo

Ecco un riepilogo del lavoro della settimana scorsa a Strasburgo:

– giovedì il Parlamento europeo ha votato a grande maggioranza la sua posizione sulla Direttiva per il salario minimo, migliorando significativamente il testo proposto dalla Commissione. Si tratta di un passo fondamentale verso la costruzione dell’Europa sociale per la quale stiamo lavorando. Per la prima volta si pone a livello europeo la questione del potere d’acquisto dei salari e lo si fa avendo a cuore alcune questioni decisive. Ora la palla passa ai governi, che in Consiglio dovranno definire al più presto la loro posizione negoziale con la quale il Parlamento è già pronto a confrontarsi.

– al Parlamento abbiamo marcato la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le donne, e discusso dello stato di avanzamento della Convenzione di Instanbul. Va detto che la lotta alla violenza, la violenza praticata dagli uomini contro le donne, richiede una mobilitazione civile ancora più decisa. Si deve sostenere in Europa, in Italia, nelle nostre città grandi e piccole la rete di protezione delle donne. Vanno aumentate sensibilmente le risorse per i centri antiviolenza e va affrontato il nodo centrale. Quello del potere. Lo squilibrio di potere tra i generi, la cultura patriarcale, alimentano lo spazio dove cresce la violenza. Parità, autonomia, indipendenza. Questi sono ingredienti essenziali per aiutare le donne a liberarsi dal ricatto, dallo sfruttamento e dal dominio.

– mercoledì il Parlamento europeo ha ospitato l’intervento della leader dell’opposizione in Bielorussia, Sviatlana Tsikhanouskaya. Le sue parole contro il regime di Lukashenko sono le nostre: “solo se siamo uniti la democrazia avrà una possibilità di sopravvivenza. Il tempo scorre ed è tardi e scusate se lo dico: ora tocca all’Europa mostrare il suo impegno passando all’azione e adottando misure decisive. Non aspettiamo un altro anno. Non lo abbiamo“.

– è stato votato l’accordo finale sulla nuova Politica Agricola Comunitaria, che contiene luci e ombre: se da un lato si ottiene il risultato importantissimo di una prima forma di condizionalità sociale (chi non rispetta i diritti dei lavoratori perderà i finanziamenti UE), dall’altro a mio modo di vedere siamo ancora lontani da una politica agricola adeguata alle sfide e gli obiettivi di contrasto agli effetti della crisi climatica .

– è stata approvata anche la relazione sulla “politica e legislazione in materia di migrazione legale“, per la quale ho lavorato come relatore S&D in commissione sviluppo. Si tratta di un segnale importante con cui il Parlamento chiede alla Commissione Europea proposte ambiziose per colmare la mancanza di percorsi di migrazione legale e la frammentazione del quadro legislativo dell’UE.

– infine abbiamo approvato una risoluzione di indirizzo sui negoziati per la conferenza ministeriale dell’OMC di inizio dicembre; anche in questa occasione abbiamo ribadito la posizione del parlamento che chiede all’Unione di sostenere una deroga temporanea dei TRIPS (accordi sulla proprietà intellettuale) e quindi sui brevetti, per consentire un accesso globale ai vaccini: un tema sempre più drammaticamente urgente.