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La settimana a Strasburgo

Abbiamo ancora negli occhi la bellissima vittoria di Beppe Sala, del PD in svariate città, di tutte e tutti noi. Ora si deve insistere sulla strada della buona politica.

Questa settimana siamo tornati a riunirci in plenaria a Strasburgo. Una delle discussioni in aula ha marcato un anno dall’inizio delle proteste in Bielorussia e della loro repressione, compresa la difficile situazione umanitaria che si è creata al confine con la Polonia. Qui il mio intervento:

In questo momento così delicato nella discussione sui comportamenti delle piattaforme social, sono intervenuto in plenaria sul lavoro della nostra Commissione speciale INGE e sulle azioni che ha intrapreso la Commissione europea a proposito di disinformazione, ingerenze straniere nei processi democratici, educazione digitale e libera informazione. Siamo sulla buona strada, ma c’è ancora molto da fare. Qui il mio intervento:

In questi ultimi anni i Fondi Fiduciari europei sono stati spesso spostati dalle politiche di sviluppo a obbiettivi di controllo dell’immigrazione e sostanziale esternalizzazione delle frontiere. Dalla Libia alla Turchia, le gravi conseguenze sui diritti umani sono evidenti. Come Parlamento europeo ora chiediamo di poter esercitare su questi fondi un vero e pieno controllo democratico. Come relatore del gruppo S&D insieme a Elisabetta Gualmini, sono intervenuto martedì in plenaria.

Giovedì la nostra relazione è poi andata al voto, e il parlamento l’ha approvata a larga maggioranza. Riguarda l’attuazione dei quattro fondi fiduciaridell’UE (Beku, Madad, Africa e Colombia) e dello strumento per i rifugiati in Turchia. Nonostante abbiano sostenuto molti progetti importanti ai quali bisognerà dare continuità, diverse azioni del fondo fiduciario per l’Africa hanno infatti sostanzialmente finanziato l’esternalizzazione della gestione delle frontiere europee, dirottando fondi destinati alle politiche di sviluppo e legandosi in alcuni casi ad eclatanti e inaccettabili violazioni dei diritti umani, tra cui il finanziamento della guardia costiera libica. Questo è ancor più grave se si tiene conto che è avvenuto senza un vero coinvolgimento del Parlamento nel processo decisionale e quindi senza un vero controllo democratico su questi fondi. Per questo la relazione chiede con forza non solo di ripristinare un pieno e doveroso controllo democratico, ma anche un monitoraggio indipendente sul rispetto dei diritti umani che porti alla sospensione di tutti i progetti che non li rispettano. Anche sullo strumento per i rifugiati in Turchia la relazione è molto chiara. Riconosciamo l’esigenza di continuare a fornire il supporto necessario ai rifugiati che scappano da situazioni drammatiche, come quella siriana, ma crediamo che questo debba avvenire in un contesto di dignità e di rispetto dei diritti umani di queste persone. È evidente che il governo turco, che spesso ha utilizzato i migranti come strumento di minaccia, è assai poco affidabile in questo senso. Per questo chiediamo che ci sia un monitoraggio più attento e che i fondi siano indirizzati e gestiti esclusivamente dalla società civile.

Infine, si è aperta oggi al Parlamento di Strasburgo la due giorni EYE (Europe Young Talent): centinaia di giovani under 30, invitati da noi parlamentari, impegnati in due giornate di lavoro su temi importanti: democrazia digitale, lotta alle discriminazioni, futuro del lavoro, pari opportunità, Next Generation EU e Recovery Plan, e lotta al cambiamento climatico, in previsione della Cop26 di Glasgow a novembre.